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Solitudini. Poesie di Carlo Bramanti.
Lembi di cielo i tuoi occhi sulle rose. Ed eri neve.


by CarloBramanti 02.02.2008 ora: 00:18 commenta leggi commenti (0)

A mia Madre.

by CarloBramanti 02.02.2008 ora: 00:15 commenta leggi commenti (0)
*

La mano della Luna:
non appena
è giunta,
sei salita sul palmo,
non piangere
m'hai detto...
 
Sotto un sole
fatato,
tenevi una calla
in mano,
incantevole sentiero
per una formica
smarrita.
Nascosto
ora è il sole,
non ha più magia,
e io sono uno sciocco:
una poesia, Mamma,
volevo scriverti
per renderti eterna...
Chi, come te,
ha amato di un amore
radioso, puro, sonante,
non ha bisogno
di poesie...
è neve
soffice, candida,
immacolata; è notte d'incanto,
dolce e trapunta
di stelle, suono
di festose campane;
è fiume lucente,
striscia d'argento
tra le parole
Eterno Amore.
 
 


by CarloBramanti 02.02.2008 ora: 00:09 commenta leggi commenti (0)
Potrai trovarmi.

C'è un'altra vita

dietro questa folle corsa

di solitudini,

dietro questo simulacro

di abbracci teneri.

Ci deve essere.

Il senso non sta

nel fulgore dei petali,

ma nel vento

che li trascina

nei secoli,

essenza

che nulla ha,

e nulla brama.

Tra cent'anni,

potrai trovarmi

in un'onda,

lontana dalla mia tomba:

non sarò

che pura essenza,

abbandono senza più

distacchi.

 

 

 


by CarloBramanti 02.02.2008 ora: 00:07 commenta leggi commenti (1)
Se qualcuno.

Se qualcuno,

sulla soglia

di un'alba divina,

giungesse ai misteri

dell'anima,

saprebbe perchè fisso

un rivolo di luce

nel soffitto crepato.

 

Se tu,

sulla soglia

di un'alba inventata,

giungessi con amore

ai miei meandri,

quel rivolo

diverrebbe mare in tempesta,

e ogni cosa, anche la morte,

in quell'odore dolce d'infinito,

avrebbe senso.

 

 

 


by CarloBramanti 02.02.2008 ora: 00:05 commenta leggi commenti (0)
Amore.

Il silenzio
a me caro,
non posso lasciarti che quello...
e non confonderlo ti prego
con l'indifferenza,
l'ipocrisia
o la superbia
di tutti
e d'ogni giorno…
A me mancano le parole,
sono mancate sempre
ma il mio, ti giuro
mentre mordo la polvere,
è amore.


by CarloBramanti 02.02.2008 ora: 00:01 commenta leggi commenti (0)
Continuo a sfogliare.

continuo a sfogliare
col guanto rammendato
stupide poesie
d'amore
mentre stelle
di carta brillano
sulla città
dormiente
sono le due
sono stanco
confuso
e una lampada
è andata
sono le due
ma che importa ?
come l'una
come mezzanotte
come tutte le ore, io
non so far nulla
fuorché amarti


by CarloBramanti 01.02.2008 ora: 23:59 commenta leggi commenti (0)
Solitudini.

Caro compagno di notti insonni, mi aspetta una rinfrescante granita al
limone, tra un po' ti lascio e andrò da lei. Il nuovo vestito che ti ho donato e
che hai indosso è una meraviglia, non ho mai visto qualcosa di così bello.
Ieri ho navigato mari sconosciuti e quell' immagine che ora ti appartiene
di acque calme al crepuscolo mi ha travolto e carezzato il cuore. Una dolce
frenesia si è impadronita di me:
devo subito donarlo al mio amico ho pensato, devo vestirlo di quella
serenità e armonia che a me sfugge dall'alba al tramonto.
Guardarti mentre mi sussurri le parole dolci di non so quale canzone, forse
non colmerà il vuoto delle mie giornate ma ti giuro, ti giuro mi aiuta a
sentirmi meno solo. E non chiedermi cosa sia la solitudine, ti prego non
farlo, perchè m'ingarbuglierei, non saprei nemmeno risponderti. Ho tante
persone attorno, ad alcune voglio un bene dell'anima e so che anche loro me
ne vogliono, ciononostante mi sento lontano anni luce da tutto e tutti, così
diverso da stare male anche per un nulla. Ieri ho scritto a una persona a cui
tengo molto, anche se a volte, confesso, non riesco a capirla: mi sono
fermato per un attimo perchè mi doleva il polso ed è stato allora che mi
sono accorto che un'altra lampadina si era fulminata nella mia angusta
stanza... La luce era così flebile... Gesù pareva guardarmi dalla parete di
fronte ed io in un primo momento ho abbassato gli occhi, ma poi li ho alzati
di nuovo... Erano secoli che non lo facevo, ho pregato per me e per tutti
quelli che amo, ho guardato follemente la lampadina sperando che tornasse a
far luce, ma sono rinsavito in un baleno: i miracoli, ho pensato, non sono mai
così sfrontati. Eppure accadono, ne sono sicuro. Forse bisogna solo
meritarseli, farsi guidare da quello spirito puro e amorevole che ognuno
tiene ben nascosto dentro di sè.
Non è mai facile, d'accordo, mettersi a nudo di fronte al prossimo, ma se
non si rischia mai il cuore s'inaridisce istante dopo istante, fino a diventare
marmo e dai nostri pugni aperti quell'alito di vento fresco che prima o poi
verrà potrà smuovere solo cenere. Ho ancora ventinove anni e voglio cogliere
della vita ogni sfumatura, ogni respiro, voglio trovare verso le cose
quell'impeto tenero di una volta... e se adesso questo insano mondo mi
nasconde i suoi colori, vuol dire che non sono stato bravo a cercare cos'è
che li copre...

Ho mangiato la granita ed eccomi qui.
Mi piace stare davanti a te, mi piace perchè fai riaffiorare l'unica parte
di me che sono riuscito ad amare in questi anni e che ai più resta
nascosta. Parlandoti, confessandoti i miei segreti ho imparato molte cose e
tra queste che non bisogna mai giudicare nessuno. L'apparenza non è mai
buona consigliera, chissà cosa penserà di me il fornaio che non riesco mai
a guardare negli occhi e salutare, di certo penserà che io sia un pallone
gonfiato e che mi dia delle arie. E non sa, non può sapere che ho un cuore
...di burro, che faccio fatica perfino a parlare con la gente e a guardarla
in faccia. Non sa della nebbia che ingoia i miei pensieri, dei voli dell'anima
e dei numerosi atterraggi sul fango. La vita è strana e non fornisce quasi
mai elementi sufficienti per permetterti di giudicare una persona, di
scoprirla per quello che in realtà è. Siamo come un puzzle, i pezzi spesso
sono migliaia e ciascuno di noi, dentro, ha le sue zone d'ombra.
Ho appena messo la borsa di ghiaccio sulla caviglia; dopo un mese e
quindici giorni è ancora gonfia, è diventata un tormento... In queste
condizioni non posso nemmeno giocare a pallone ed io invece ora più che
mai ne ho bisogno, è la mia seconda valvola di sfogo dopo la scrittura,
mi permette di scaricare la tensione e per una oretta buona di non pensare più a
nulla. Un compagno di squadra mi ha consigliato di andare dall'ortopedico,
credo che lo farò, ho l'impressione che il mio dottore prenda tutto troppo
alla leggera. Mentre ti scrivo è arrivato uno squillo della mia amica; sento
che tiene a me veramente, è una delle poche cose belle che ho incontrato
sulla mia strada in questi ultimi, sofferti anni. A volte la sento smarrita
quasi quanto me, sento in lei tanto bisogno d'affetto e se ne meriterebbe
vagonate piene, di questo ne sono certo, perchè a differenza di ciò che lei
stessa crede, il suo cuore è grande e batte così forte che riesco a sentirlo
pure da casa mia. La vita va presa in un certo modo e forse nè io nè lei
ancora abbiamo scoperto qual è.
Credevo di averla chiusa la finestra ma evidentemente non ho stretto bene
la maniglia, è bastato un soffio di vento per aprirla: un lungo lenzuolo
candido svolazza sul balcone arrugginito, il gatto color cenere come al
solito fa l'equilibrista sulla ringhiera, solo a guardarlo mi vengono le
vertigini. Forse non ti ho detto mai che in campagna di gatti ne ho sei; i
mici li adoro, mi piace essere circondato da loro perchè un po' mi
assomigliano, con quell'aria svogliata e pigra, sempre dietro a una foglia,
a un legnetto o a un tappo di bottiglia per inventarsi un gioco e saltare
come palle pazze da un posto all' altro.
Tra circa una settimana dovrò lasciarti mio caro amico per andare in
campagna, e non ti nascondo le mie paure; paura di patire di più la
solitudine, di chiudermi ancora di più, se è possibile, in me stesso,
paura di dovermi scontrare di nuovo con quella bestia che chiamano
depressione... E’ stata dura, veramente dura la prima volta che l'ho
incontrata, ed anche se ne sono uscito vivo una parte del mio cuore non c'è
più, l'ho lasciata negli occhi di mia madre che piangeva per me, in quelli
sempre severi di mio padre che mi guardava e m'incitava silenziosamente a
non mollare, occhi che dicevano "dai , mangia qualcosa e combatti". E' stata
una bella lotta tra me e la bestia, mi ha sbranato un pezzo d'anima, ma la
prima grande battaglia l'ho vinta io. Altre volte l'ho incontrata da allora,
ma è stato più un mordi e fuggi, come se la maledetta volesse prima
tastare il terreno e poi sferrarmi l'attacco finale. Ho poche frecce al mio
arco, e la volontà di lottare fino a che avrò forza.

Fermo il cd di Baglioni,
ti lascio caro pc.
Ma prima un ultimo sguardo alle acque quiete del tuo desktop.

  

by CarloBramanti 01.02.2008 ora: 23:55 commenta leggi commenti (0)
Maledizione.

Caro compagno di notti insonni, non mi aspetta nessuna rinfrescante granita al limone, quindi stavolta non ti lascio, devi farmi compagnia in questa lunga e ventosa notte d'Autunno. Hai ragione a rimanere in silenzio: da anni non ti regalo un bel vestito, che richiami quel fruscio di acque limpide e pure d'un tempo. Ma se vuoi un crepuscolo incantevole, non devi fare molto: ti basta specchiarti in me, nelle mie solitudini, guardare i solchi profondi scavati nella fragilità del mio animo.
Quant' acqua c'è piovuta dentro! E quante persone ci sono annegate: lei che mi ha illuso, che ha soffiato sull’immenso castello di carte del mio sogno; quei fottuti dottori che scrivevano della loro indifferenza mentre mia madre se ne andava alzando un dito e pregandomi di non piangere. E' tutto tuo questo mare, che non brilla e sbatte sugli scogli infiniti della mente, senza volere e chiedere più nulla. Nessun miracolo è avvenuto dall'ultima volta che ti ho scritto, nemmeno per mia madre, l'unica persona al mondo che lo meritava e che ho conosciuto davvero. Il resto del mondo è sfuggente, come me, rintanato in un angolo buio e inaccessibile, dietro un' ipocrisia sempre più tacita e imperante, dietro sorrisi fallaci, a mascherare fragilità e vergogne più comuni di quanto si pensi. L'unico colore che ho visto e che avrò per sempre dinanzi agli occhi, pur cercandone con tutto me stesso altri, è quello legato al sacrificio, quel sacrificio di cui i ragazzi di oggi non sono capaci, attinto alla fonte di un amore a trecentosessanta gradi. Mia Madre. Il dipinto nero sulla parete dello stadio della mia città, che tra un po' abbatteranno. I giochi sono finiti: nessun gatto fa l'equilibrista sulla ringhiera, adesso lo faccio io, al buio, e il mio non cadere mai sarà la mia segreta maledizione.

         

by CarloBramanti 01.02.2008 ora: 23:50 commenta leggi commenti (0)
Riflesso.

Sfioro le tue cinque punte
e confesso:
mentre dormivi,
m'è scivolata
una lacrima
sotto, fino al cielo.
Per motivi diversi
ad altri è scivolata
e il cielo ora è un lago,
uno specchio meraviglioso,
e la stella il tuo riflesso.



by CarloBramanti 01.02.2008 ora: 23:48 commenta leggi commenti (0)
Per la pioggia lieve.

Per la pioggia lieve

che all'alba del sogno

udimmo assieme.

Tremo.

Per lo specchio

dei tuoi occhi grandi .

Tremo ancora.

Per le nostre anime

inquiete

fuse in una gioia sola.


by CarloBramanti 01.02.2008 ora: 23:46 commenta leggi commenti (0)
Questo sarĂ².

Una lacrima di gioia

tra i tuoi seni nivei

questo sarò

 

e non dovrò scrivere

più niente

in una cesta

di nuvole

non servirà

 

Radioso ruscello

sul respiro

amato

sarò il peccato

la purezza, l'abbandono

 

Sorridimi

 

posami sul palmo metà

del tuo sogno

Dalle mie labbra lo riavrai

per intero

 

      

by CarloBramanti 01.02.2008 ora: 23:43 commenta leggi commenti (0)
Alba gelida.

Alba gelida:
nella tazza che ride
il primo caffé.


by CarloBramanti 01.02.2008 ora: 22:42 commenta leggi commenti (0)
La gente, un addio e la neve.

Si sorprende se le ombre

avvolgono una spiga dorata,

dorme vivendo

su fresche abitudini,

cerca un sogno di stelle,

due occhi

e un lago profondo

nel quale specchiarsi.

Vuole un cuore

grande

da abitare e non sa

dove andarlo a cercare.

Scrivo queste righe

sulla gente

in una notte

senza voce

e immagino la mia città

rubata dalla neve,

pura e limpida sconosciuta;

le cose più belle

potrei  scrivere

con le dita

sulla strada di un amico

sdraiato

in un pensiero

che mai andrà perduto.

La neve,

magico candore...

su di lei

potrei lasciarmi andare,

mentre mia madre

sogna,

e corre nel sonno

i suoi campi fioriti.

 

 

 


by CarloBramanti 01.02.2008 ora: 22:39 commenta leggi commenti (0)
Lembi di cielo.

Lembi di cielo

i tuoi occhi sulle rose.

Ed eri neve.

 


by CarloBramanti 01.02.2008 ora: 22:37 commenta leggi commenti (0)
Soffio di luce.

Spazzerà via le ombre...

Un sogno m'ha detto
che sulla rosa infangata,
sull'ala recisa
ai confini del cuore,
un soffio di luce
dalle stelle cadrà

………………..

e nel profumo del mare
al collo avrò le tue braccia.


by CarloBramanti 01.02.2008 ora: 22:33 commenta leggi commenti (0)
Anelito.

Dormire
per giorni, per anni,
nel sonno udire
le voci più care...
Risvegliarsi, ritrovarsi
di nuovo e per sempre
bambino
e, disteso, sentire
il respiro di chi ti ama
eterno e vicino.

 

by CarloBramanti 01.02.2008 ora: 22:31 commenta leggi commenti (0)
Lontana.

 

 

Quando riposo,
quando vago e penso
a straziarmi
il tuo bacio nel vento
riaffiora.
E allora,
solo allora avvolgo
nel lenzuolo
caduto al crepuscolo
le mie ali di carta.


by CarloBramanti 01.02.2008 ora: 22:27 commenta leggi commenti (0)
Credo.

 

Credo che nessuno muoia

credo che l’anima in realtà

divenga un’ombra

e al culmine del suo vagare

si adagi ai piedi

d’un fiore non visto.

Quei fiori gialli

di cui son piene

le campagne

quando fai ritorno a casa

e vorresti che lei

esistesse.


by CarloBramanti 01.02.2008 ora: 22:25 commenta leggi commenti (0)
Ore otto.

       

ore otto:

l’oca

del mercatino delle pulci

ha riso

della mia timidezza

battendo

sulla sudicia tastiera

quanti buchi

hanno le mie tasche

e io tornando a casa

ho pensato,

che batterebbe meglio

in strada,

accanto al lampione

rotto

dalla mia mano.

 

by CarloBramanti 01.02.2008 ora: 22:23 commenta leggi commenti (0)
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